progetto.
Come medico devi accettare che quello che facciamo qui ha un solo scopo: guadagnare tempo. Cerchiamo di prolungare la partita nient'altro. Ma poi finisce sempre allo stesso modo.
Il nostro viaggio sulla terra, la nostra esistenza è costellata da tante esperienze, tanti ricordi e forse troppa sofferenza, specialmente in questa era piena di numeri.
Oggi, siamo un numero, siamo solo delle statistiche discusse, siamo tutti sostituibili, siamo degli esseri matematici. Dimenticandoci che ciò che ci rende umani non è solo la logica, ma anche il mistero che molti fanno convergere nella religione, altri nelle convinzioni, altri ancora nell’estremismo.
Tutto è logico, sembra quasi che possiamo controllare il tempo altrui perché conosciamo nel dettaglio i processi umani, conosciamo come agiscono i nostri simili, quindi per noi è tutto. Abbiamo il controllo, riusciamo a bypassare le regole, chiudiamo la porta alla creatività, demoralizziamo le persone che guardano il mondo diversamente.
pensiamo.
Felice Ci: Lei è cattolico?
Giuseppe Cocuzza: Sì.
Felice Ci: Crede nel Paradiso?
Giuseppe Cocuzza: Sì.
Felice Ci: E spera di andarci?
Giuseppe Cocuzza: Certo... sì.
Felice Ci: E per andare in Paradiso, lei sig. Cocuzza, si comporta in un certo modo da bravo cattolico, seguendo le regole che la Chiesa le ha insegnato, non so, rispetta i Dieci Comandamenti, va in chiesa, fa le sue buone azioni, fa la carità, è giusto? Ecco, dopo tanti anni che le segue queste regole, esse stesse sono diventate un comportamento meccanico. Sig. Cocuzza, è corretto dire che lei ormai si comporta da buon Cattolico senza nemmeno più pensarci per riflesso condizionato?
Giuseppe Cocuzza: Che vuole dire che sono abituato? Sì.
Felice Ci: Allora facciamo un'ipotesi, mettiamo il caso che lei possa morire e tornare indietro vivo
Giuseppe Cocuzza: Morire? Lei lo sa che è impossibile a tornare?
Felice Ci: È un'ipotesi, sig. Cocuzza, lei muore, va nell'al di là e scopre che il Paradiso non esiste, si accorge che tutti i sacrifici che ha fatto sulla Terra da vivo, non servono a nulla perché il premio non c'è, non solo non c'è il premio, non c'è nemmeno la punizione per i cattivi, per quelli che delle regole se ne sono ampiamente fregati, a differenza sua. Quindi né premio, né Paradiso, né Inferno, ora abbiamo detto che lei può tornare vivo sulla terra, sapendo che a questo punto nell'al di là non c'è niente, sig. Cocuzza, lei che farà? Continuerà a comportarsi come prima, seguendo le buone regole del bravo cattolico?
Giuseppe Cocuzza: E chi mo' fa' ffa'? (E chi me lo fa fare).
Felice Ci: E dirà, mo faccio quello che mi pare, ma è un'illusione purtroppo sig. Cocuzza, perché per lei comportarsi da cattolico è un riflesso condizionato non può farne a meno, continuerà contro la sua volontà a comportarsi come prima.
Ecco, la sensazione che oggi proviamo, sembra che tutto sia guidato, non possiamo farci niente, niente può cambiare. Tutto è già condizionato. Continueremo a seguire la corrente, continueremo a seguire esclusivamente i soldi e le tendenze che portano pubblico? Per interessarsi al pubblico, la maggior parte snatura sé stessi o deve compromettersi per poter “avere pubblico”.
La meccanizzazione della cultura, la frammentazione delle tendenze, le statistiche del pubblico, i commenti, i feedback. Nel nostro progetto, tutto questo non esiste, i numeri non servono, servono idee, opinioni e discussioni.
I testi pubblicati non sono revisionati a livello ideologico, ma solo ed esclusivamente a livello grammaticale, se è necessario. Le idee di chi pubblica un contenuto per aiutare gli altri, vanno sempre difese.
spezziamo.
L’essere umano riesce ad essere tale perché riesce a cambiare idea, a far cambiare idea agli altri, a rivoluzionare intere nazioni.
Invertire la rotta, sovvertire la realtà, non con la forza, non attraverso grida e spaventi dettati da atti terroristici dove l’essere umano si annulla e si nasconde dietro l’istinto animale.
La maggiore delle discussioni si risolvono attraverso una sola pratica: il dialogo.
dialoghiamo.
Oggi, abbiamo un’elevata mole di informazioni che arriva sotto diversi mezzi di comunicazione, a partire dalla televisione fino ad arrivare ai social. Si sente tanto, ma si ascolta poco, si accetta con rassegnazione che il mondo stia andando in questa direzione. Si dice molto, ma si parla poco, si preferisce “tenersi la propria opinione”.
Il progetto serve proprio a questo, a valorizzare le opinioni, la ricerca di chi non si accontenta più di tenersela per sé, per dare voce a chi in mezzo al caos vorrebbe esprimersi in una chiave diversa, sentendosi valorizzato e protetto.
cultura sommersa.
Esistono tante voci illustri, tante storie non valorizzate in mezzo a questo caos, la nostra missione è entrare con la testa dentro a questo tornado di informazioni che non permettono di essere colte con facilità.
Dobbiamo immergerci al suo interno, cercando di mantenere pura la nostra identità, senza essere rigidi, senza essere morbidi, bisogna trovare l’equilibrio giusto per poter continuare il viaggio verso una cultura sommersa.
Benvenuti, nella nostra missione: parlare di ciò che ci piace e farlo nel miglior modo possibile.
viaggiamo.
Non c'è niente, è inutile che guardate verso il cielo, se volete sapere dove sta la Fabiani, sta qua e qua (indicando le due urne crematorie) , però ha vissuto fino all'ultimo e sembrava felice. Soprattutto dopo il buffet. È inutile cercare risposte che non possiamo avere. Io non lo so che ci sta alla fine del viaggio. Non lo sa nessuno ... però intanto godiamoci il viaggio.
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bibliografia.
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