
Non so che fine faranno i libri di carta, ma posso testimoniare che molti coetanei del mio secondo figlio, che ha quattordici anni (il primo ormai ne ha trentadue), leggono storie sul loro iPad. E nonostante il pessimismo che dilaga sull’argomento, è incoraggiante il fatto che tanti miei colleghi, soprattutto in America, animino reading affollatissimi di pubblico. Io sono un lettore old fashion, nel senso che mi piace tenere il libro tra le mani, sentirlo. Ma il mondo sta andando da un’altra parte, è inevitabile e va bene così. (Bentivoglio, s.d.)1
Oggi in termini economici si parla di Letteratura 4.0, ossia il passaggio graduale dalla carta stampata al digitale, un passaggio oggetto di diverse critiche dalle grandi case editrici che rischiano di vedere chiudere molte delle loro sedi fisiche per la vendita di libri. L’accezione è solo in chiave economica, nessun studioso ancora ha coniato una definizione adatta per introdurre questo termine anche nelle sedi accademiche, è un peccato vedere nascere questo termine solo per designare un problema economico, quando, in realtà, potrebbe dare una nuova immagine allo studio della letteratura. L’immagine che all’esterno hanno gli altri esseri umani di chi studia letteratura è un ragazzo con la stanza piena di libri, con una scrivania dove leggere e un’agenda dove scrivere appunti delle proprie ricerche, oggi si può confermare che questo concetto non corrisponde più al vero. Le nuove generazioni intersecano la letteratura con il cinema, la letteratura con il marketing, il racconto con il cinema e la letteratura, questa è un’era di transizione sotto ogni punto di vista e quindi qualcuno potrebbe smentire questa affermazione, ma passata questa era si vedranno nuove schiere di studiosi che concepiscono la letteratura in chiave diversa.
In agricoltura esiste già da tempo il termine Agricoltura 4.0, nato dal senso pratico di chi è a contatto con la natura e deve adattarsi ai cambiamenti climatici e agli eventi infausti. La Regione Abruzzo ha coniato una definizione esaustiva e diretta:
Con il termine “Agricoltura 4.0” intendiamo l’evoluzione dell’agricoltura di precisione, realizzata attraverso la raccolta automatica, l’integrazione e l’analisi di dati provenienti dal campo, da sensori e da qualsiasi altra fonte terza. Tutto questo è abilitato dall’utilizzo di tecnologie digitali 4.0, che rendono possibile la creazione di conoscenza e il supporto all’agricoltore nel processo decisionale relativo alla propria attività e al rapporto con altri soggetti della filiera, rompendo (almeno potenzialmente) i confini della singola impresa. Lo scopo ultimo è quello di aumentare la profittabilità e la sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’agricoltura. (Regione Abruzzo, s.d.)2
Il termine risente di quella che viene definita come “Quarta era industriale” in cui il mondo sta entrando attraverso le nuove tecnologie tra cui l’Intelligenza Artificiale e l’analisi dei Big Data. Nel nostro caso, il termine non si collegherebbe al settore industriale, ma agli strumenti che userà la nuova era che vivremo nei prossimi anni. Se esiste un’agricoltura di precisione con delle precise regole da seguire, nei prossimi anni dovrà esistere per necessità una Letteratura di Precisione, una letteratura che tenga conto delle tracce, dei frammenti, del sommerso, uno scrigno di pandora dove i dati non hanno un’utilità materiale per salvaguardare l’economia, ma per salvaguardare la cultura umana.
Nel passaggio al 4.0, i dati saranno sempre più importanti, ma non significa che tutti i dati saranno uguali e saranno utilizzati solo ed esclusivamente per fini economici o di marketing per proporre agli esseri umani prodotti nuovi. Nell’indagine si è potuta eseguire una distinzione tra: dati freddi e dati caldi.
Dati freddi e dati caldi
I dati hanno una loro identità. Collegandoci alla linguistica, possiamo dire che ogni dato ha un solo significante, ma al suo interno nasconde un ventaglio di significati neutri, che si accendono oppure si spengono in base al contesto dove vengono posti. Possiamo sostenere che già esistono dei dati linguistici che sono necessari per il funzionamento delle attuali Intelligenze Artificiali o IA, sono dati elaborati per far in modo di comprendere il linguaggio vocale, convertirlo in testo, inserirlo in un contesto tramite gli esempi impostati dal programmatore, e in base agli esempi rende attivo un determinato significato formulando un risultato.
Nel dettaglio, come riportato da Treccani: “Con uso più specifico, in informatica, dati, elementi di un’informazione costituiti da simboli (numeri, lettere: d. numerici, alfabetici, alfanumerici che devono essere elaborati, per lo più elettronicamente, secondo un determinato programma”. (Treccani, s.d.) 3

Chiarificato il funzionamento enunciato in maniera molto semplificata sull’elaborazione di un dato linguistico nelle intelligenze artificiali, possiamo avanzare nel nostro percorso e definire i due tipi di dati che si possono ottenere come risultato di un’interazione linguistica di un parlante con un apparato tecnologico progettato per comunicare con gli esseri umani o per far comunicare gli esseri umani.
Dato freddo
Si definisce dato freddo, il dato elaborato da un apparato tecnologico che non genera relazioni e fenomeni sociali tra i parlanti di una o più Comunità Linguistiche. Un insieme di dati freddi, generano indagini e analisi statistiche con fini commerciali o statistici.
Dato caldo
Si definisce dato caldo, il dato elaborato da un apparato tecnologico che genera relazioni e fenomeni sociali tra i parlanti di una o più Comunità Linguistiche. Un insieme di dati caldi creano reti sociali, creano interazione tra i parlanti, in modo positivo o negativo.
Per favorire la comprensione dei due tipi di dati che possiamo riscontrare durante un’indagine linguistica in ambito informatico, si può far fede alla seguente tabella:
| Dati freddi | Dati caldi |
| Statistiche Chatbot Form Code Checker Machine Learning | Notizie o Fake News Feed Blog FAQ o Forum Tutorial |
Come possiamo notare dallo schema, entrambi i tipi di dati sono neutri, non hanno un valore positivo o negativo, dipende dal contesto e dalle informazioni che trasmettono i dati. Un dato caldo potrebbe essere una notizia trasmessa tramite un apparato informatico attendibile che crea interazioni sociali positive informando correttamente le persone, ma potrebbe essere anche una Fake News, o notizia bufala, che crea interazioni sociali destabilizzando l’opinione pubblica oppure dividendo le persone sull’attendibilità della notizia.
La differenza sostanziale è che un dato caldo, nonostante l’apparato informatico e il dato siano neutri, può essere soggetto a un interpretazione da parte della Comunità Linguistica, l’atto stesso di interpretare comporta l’interazione sociale, online oppure offline. Il dato freddo, al contrario, non può essere soggetto ad interpretazione, non offre possibilità di negoziazione, preserva la sua neutralità.
Definendo la Letteratura 4.0
Ritornando sul discorso principale con più consapevolezza in merito agli effetti che producono determinati tipi di dati, possiamo sostenere che oggi la Letteratura non può essere più ricondotta semplicemente al mondo dell’editoria e della scrittura, anzi è una base di partenza per creare prodotti culturali più elaborati. Oggi, specialmente nel settore cinematografico, il libro scritto da un determinato autore diventa il punto di partenza per elaborare una sceneggiatura che diventerà la base per poter girare un film. Si può dire che lo scritto sta diventando un sostrato fondamentale per tutte le produzioni che vediamo visivamente davanti ai nostri occhi, poiché anche scrivere la sceneggiatura o il soggetto per un documentario è una forma di Letteratura.
A prova di ciò che si è sostenuto nel paragrafo precedente, esistono gli audiolibro 4, ossia testi letti da doppiatori o personaggi famosi, diffusi con l’ausilio di internet, anche in questo caso si parte da una base scritta per elaborare un contenuto che noi sentiamo. Stesso discorso si può fare per i podcast 5, diventati famosi grazie alla piattaforma Spotify, dove è possibile ascoltare anche lezioni di storia da parte di professori, un esempio è il Prof. Alessandro Barbero, diventato famoso sul web grazie al suo modo di raccontare eventi storici.
Facendo fede a ciò che si è esposto nei paragrafi precedenti, si può dire che il mondo della Letteratura in generale sta cambiando i suoi modi di comunicare, evolvendosi in modo naturale verso ciò che può garantire una diffusione del testo prodotto, perché fare Letteratura significa anche fare rete per poter permettere alla Comunità di ricevere il testo che si è prodotto. Secondo il report ISTAT 2020 sulla Produzione e lettura di libri (ISTAT 2020) 6 è emerso che i lettori/lettrici sono aumentati del 3%, inoltre il numero di lettori/lettrici che leggono opere e-book è aumentato del 16,4% e il numero di chi ascolta audiolibri è aumentato di ben il 64%.
Nel 2020 l’8,9% degli editori ha dichiarato di aver pubblicato libri esclusivamente in formato e-book, cioè senza una corrispettiva versione cartacea (+3,7% rispetto l’anno precedente), per un totale di 2.113 opere. Questa modalità di pubblicazione è per la prima volta presente con frequenze non trascurabili anche tra gli operatori di minore dimensione: 6,4% micro e 10,8% piccoli editori, a fronte del 18,3% dei medi e del 18,8% dei grandi editori. Questa tipologia di pubblicazione riguarda inoltre l’8,1% degli editori che nel 2020 non hanno pubblicato alcun titolo in formato cartaceo. Gli editori tendono inoltre a integrare la propria offerta digitale con un’ampia gamma di prodotti e servizi che sfruttano diverse forme di fruizione dei contenuti editoriali e valorizzano l’interattività a fini pedagogico-educativi: digitalizzano i testi in catalogo (21,9% degli editori); collaborano con piattaforme online per la fruizione di audiolibri (16,8%), producono o sviluppano forme di collaborazione con piattaforme online per la lettura in streaming dei libri in catalogo (5,8%), sviluppano piattaforme educative digitali, materiali e supporti interattivi per la didattica via web (5,6%) e sono impegnati direttamente nella produzione di podcast (5,1%) e di audiolibri (4,8%). Queste attività, precedentemente prerogativa dei grandi editori, nel 2020 sono state valorizzate anche da operatori di media e piccola dimensione. (ISTAT 2020) 7
Come possiamo notare, sul sito ISTAT viene riportato che i libri in ambito educativo integrano al loro interno delle altre forme di approfondimento, quindi ricorrendo in alcuni casi a materiale audiovisivo oppure podcast per facilitare l’apprendimento. Questa affermazione contenuto all’interno del report valorizza ciò che è stato detto in precedenza, la letteratura si sta adattando alle nuove forme di comunicazione e il testo è il punto di partenza per accedere a nuove forme di diffusione della Letteratura.
Queste nuove forme di diffusione prevendono l’ausilio di tecnologie che elaborano e comunicano dati attraverso la rete internet, comunicando con la Web Community, con la Comunità Web, con coloro che navigano e interagiscono tramite il World Wide Web.
Da Comunità Linguistica a Comunità Linguistica Universale
Come sappiamo, la Comunità Linguistica, come definita da Saussure, è rappresentata da individui che condividono lo stesso sistema linguistico per poter comunicare. Con l’avvento delle nuove tecnologie, questa nozione si può definire parziale grazie ai sistemi di traduzione automatica che possiamo reperire sul web, dove anche chi non possiede le competenze necessarie, riesce ad andare oltre il significante per poter carpire almeno un significato minimo di una risorsa trovata in rete. Oggi, esiste anche una Comunità Linguistica Universale.
Agli occhi del profano potrebbe sembrare una nozione Chomskiana, ma in realtà riprende solo una parte di ciò che Noam Chomsky dichiara nelle sue interviste con James Mcgilvray:
The language faculty itself uses the conceptual resources that are available… It’s a little hard to say what language is “itself”. (Chomsky 2012)8
Traduzione: La facoltà di linguaggio in sé usa le risorse concettuali che sono disponibili… Risulta difficile definire cosa il linguaggio è “in sé”.
Questa frase ha rappresentato un punto di volta nell’indagine perché non è semplice definire cosa sia un linguaggio in maniera chiara e distinta, specialmente quando parliamo di tecnologie che stanno prendendo piede in questi anni. Nel caso del web, quando abbiamo bisogno di una risorsa reperibile in una lingua che non è quella che noi siamo in grado di comprendere, ricorriamo a un traduttore automatico per poter almeno capire il senso generale del testo che abbiamo davanti a noi. Il traduttore automatico, anche se dotato della più innovativa intelligenza artificiale, non riesce a fornire una traduzione affidabile tale da poter capire tutto il testo, anche perché entrano in gioco fattori extra-linguistici (es. la conoscenza enciclopedica dell’individuo o se un determinato elemento culturale è presente nella cultura dell’individuo).
Prima dell’avvento delle nuove tecnologie, era presente una barriera che impediva la comprensione di un determinato linguaggio non permettendo di intendere nemmeno il senso generale del testo, oggi si può comprendere il senso generale del testo e nel caso alcuni termini non siano presenti nella cultura d’arrivo possono essere ricercati in immagini e video permettendo di far entrare nuove nozioni all’interno della cultura personale dell’individuo.
La barriera del linguaggio, nei tempi passati era vista come un muro di cemento, oggi può essere vista come un puzzle composto da diverse tessere, e una volta raccolte tutte si può avere l’immagine completa. In sostanza, se la barriera del linguaggio è cambiata nel corso del tempo grazie alle tecnologie introdotte, il concetto di Comunità Linguistica non rappresenta più una divisione netta tra le diverse Comunità di parlanti. Introducendo il concetto di Comunità Linguistica Universale, non significa che il concetto di Comunità Linguistica non sia più valido, semplicemente non è più esaustivo quando entrano in gioco tecnologie che permettono di poter entrare in contatto con culture diverse e con lingue diverse, anche senza avere la competenza necessaria.
La Comunità Linguistica Universale può essere così definita:
Comunità di parlanti che comunicando attraverso il World Wide Web, travalicano confini geopolitici, contesti sociali, e barriere linguistiche trasformando i segni in dati che vengono elaborati dagli apparati tecnologici sotto forma di scrittura, immagini, video e audio.
La conversione dei segni in dati che poi vengono elaborati dagli apparati tecnologici permette di ottenere il segno originario in diverse forme che vanno oltre la scrittura. Questa conversione non segna la fine dei traduttori e degli studiosi della Lingua e della Letteratura, anzi permette di avere dei dati precisi, permette di avere altri punti di riferimento nel corso di una traduzione, avendo più strade da percorrere e più facilità di adattamento dal ST (Source Text o Testo di Partenza) al TT (Target Text o Testo di Arrivo).
Dall’articolo “La traduzione automatica” in “www.rivistatradurre.it” a cura di Paola Brusasco: “Come in altri settori, il progresso tecnologico non ha solo semplificato o alleggerito il compito delle traduttrici e dei traduttori: l’ha trasformato e rischia di ridurre drasticamente la categoria. Il supporto fornito dalle memorie traduttive ha velocizzato i tempi di lavorazione, il che ha significato quantità maggiori e scadenze ravvicinate, mentre l’abbondanza di software ha contribuito a svalutare la percezione della complessità del processo traduttivo fra i non addetti ai lavori, con conseguenze anche sul piano delle retribuzioni. La visione essenzialmente strumentale della traduzione (l’ingresso in nuovi mercati, l’attrazione di nuovi clienti), la parcellizzazione degli incarichi e la segmentazione dei testi operata dalle memorie traduttive spezzano il rapporto con il testo da tradurre e rischiano di ridurne la comprensione, generando una modalità di lavoro assimilabile al fordismo: Output is increased, costs are decreased, the customer gets the car/translation, and the producer pays less for it (Cronin 2013, 92: «La produzione aumenta, i costi diminuiscono, il cliente ha la sua auto/traduzione e il produttore spende meno» – traduzione mia).” (Rivista Tradurre, s.d.) 9
Con l’avvento delle IA, con il loro progresso futuro, la figura del traduttore diventerà sempre più vicina a quella di un artigiano del linguaggio. Oggi, si parla anche di Artigianato 4.010, dove l’artigiano non diventa una figura collegata alla piccola produzione in serie e alla completa manualità, ma diventa un esperto nel concepire oggetti e progettarli in modo semplice e preciso anche con un organico limitato. La figura del traduttore, il suo futuro, dipenderà dalla scelta che prenderà il nostro settore, ossia se evolversi e adattarsi per trovare posto nel futuro prossimo oppure scegliere di diventare una figura di “nicchia”.
Definizione di Letteratura 4.0
Il nostro viaggio attraverso diverse definizioni di 4.0, partendo dalla terra, dall’agricoltura fino ad arrivare anche all’artigianato, si può dire concluso e finalmente possiamo avanzare una prima definizione in ambito letterario e specializzato del termine “Letteratura 4.0”:
Con il termine “Letteratura 4.0” intendiamo l’ampliamento dello studio della letteratura alle nuove forme di diffusione dei testi (es. e-book, materiale audio-visivo) e l’adattamento nell’utilizzo delle nuove tecnologie come supporto al lavoro di indagine o di traduzione, rompendo i confini della carta stampata. L’obiettivo ultimo è l’evoluzione in uno studio di precisione delle lingue e della letteratura, aprendo nuove strade di indagine nella ricerca per raggiungere nuovi traguardi di consapevolezza della natura umana.
Una definizione semplice e diretta che racchiude in poche righe l’obiettivo ultimo e il passaggio fondamentale nel considerare le nuove forme di diffusione dei testi. Avvicinarsi alle nuove forme significa anche capire le nuove generazioni, le nuove Comunità Linguistiche che verranno a crearsi nei prossimi anni, chiudersi al progresso e al cambiamento potrebbe far perdere il contatto umano.
Il contatto umano odierno è differente rispetto a quello dei nostri genitori, oggi le distanze tra diversi soggetti di diverse comunità sono quasi inesistenti, esistono modi di comunicare gratuiti che permettono l’interazione tra i soggetti anche svariate migliaia di chilometri di distanza. L’adeguarsi a questo cambiamento fondamentale nella società umana che si trova in un’era di transizione è fondamentale per poter continuare a indagare sull’evoluzione dell’essere umano nel modo di esprimersi attraverso il linguaggio e il racconto.
L’uso di strumenti innovativi rende più facile il lavoro di indagine che in futuro potrebbe risultare sempre più complicato da svolgere e portare avanti, vista la velocità e la facilità di comunicazione tra i parlanti. Questa dinamicità ha portato a coniare il termine che abbiamo preso in esame in questa sezione, ma soprattutto a intersecare la letteratura, il racconto, con il movimento portando poi alla creazione di strumenti moderni per la raccolta e la diffusione dei testi.
Bibliografia
- Bentivoglio, Leonetta. s.d. «Salman Rushdie. “Dai miti ai videogame tutto è letteratura”». Il mio libro (blog). Consultato 10 maggio 2023. Link ↩︎
- Regione Abruzzo. s.d. «Elementi di Validazione Rispondenza tra Investimenti e Agricoltura 4.0». Consultato 26 giugno 2024. Link ↩︎
- Treccani. s.d. «Dato – Significato ed etimologia – Vocabolario». Treccani. Consultato 26 giugno 2024. Link ↩︎
- Come riporta il Vocabolario Treccani: “s. m. [comp. di audio- e libro]. – Libro da ascoltare, il cui testo è inciso su un supporto audio: il fiorente mercato degli audiolibri.”. Fonte: Treccani. s.d. «Audiolibro – Significato ed etimologia – Vocabolario». Treccani. Consultato 26 giugno 2024. Link ↩︎
- Come riportato dall’articolo “Che cos’è un podcast?” nel sito “Il Tascabile”: “La natura on-demand del podcast fa emergere tutti quei programmi narrativi “di nicchia” che si basano su una storia con “qualcosa da raccontare” grazie a un alto livello di registrazione e di montaggio.”. Fonte: Il Tascabile. 2017. «Che cos’è un podcast?» Il Tascabile (blog). 2017. Link ↩︎
- ISTAT. 2020. Report Produzione e Lettura Libri. 2020. Link ↩︎
- Ibid. ↩︎
- Chomsky, Noam. 2012. The Science of Language, Interviews with James Mcgilvray. First Edition. Cambridge: Cambridge University Press. ↩︎
- Rivista Tradurre. 2018. «La traduzione automatica». 2018. Link ↩︎
- Dall’articolo “La Tecnologia per dare valore a industria e artigianato” in “Il Corriere della Sera” a cura di Cisco e CairoRCS Studio: “Se prima essere artigiano voleva dire mantenere la qualità attraverso la piccola serie ‐ in contrapposizione alla produzione standardizzata di massa ‐, oggi lo stesso mestiere ha una potenzialità rivoluzionaria perché la stessa persona che concepisce l’oggetto può realizzarlo immediatamente con le sue stesse mani, ma in modo più semplice e preciso perché aiutato dalla tecnologia”. Fonte: Corriere della Sera e Cisco. s.d. «La Tecnologia per Dare Valore a Industria e Artigianato 4.0. E Regalare Linfa al Rinascimento Digitale». Consultato 26 giugno 2024. Link ↩︎
